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Essere di parte: storia del 25 Aprile raccontata ai bambini

25 aprile 2015

 

Essere di parte: siamo all'opposizione per rappresentare gli interessi della collettività e dei cittadini.
Siamo ostacolati sistematicamente dal potere della casta.
Siamo di parte: siamo PARTIGIANI.

Nessuno è perfetto e tutti sbagliano, è quindi fondamentale che le decisioni siano prese a larga maggioranza e per fare questo dobbiamo partecipare in tanti, anzi tantissimi. Oggi, come ieri, non siamo liberi di decidere nulla anche se la situazione globale è leggermente migliorata: questo è dovuto da chi detiene da sempre il potere, perchè come ci racconta la data del 25 Aprile, per gli oppressori è stato rovinoso schiacciare un intero paese, mentre singolarmente e a piccoli gruppi (lavoratori; studenti; pensionati; ecc) e in tempi differenti, creando disinteresse per la vita politica e sociale, è più vantaggioso.

Il 25 Aprile viene spesso festeggiato da chi sostiene questa strategia, da chi negli ultimi venti o trenta anni non ha fatto che privatizzare beni pubblici, accettare compromessi vergognosi ed ostacolare la partecipazione, promettendo ogni volta di risolvere i problemi con la sola propria parola d'onore.

I bambini devono conoscere questi pericoli, da dove sono nati e chi ancora li alimenta, perchè da grandi non dovranno essere costretti ad abbandonare il proprio paese o a viverci in cambio di ignobili compromessi che ne limiteranno la libertà.

Buon 25 Aprile a tutti quelli che partecipando, resistono e garantiscono che la libertà sia presente anche nel futuro.

Gruppo scuola e politiche sociali
M5S Vicopisano (PI)

 

 

"C'era una volta un piccolo regno di nome Italia, in cui le persone vivevano in dignitosa povertà. Un giorno, qualcuno decise di essere più bravo e forte di tutti, autoproclamandosi Duce, cioè condottiero e convinse anche le persone del paese, che dovevano essere d'accordo con lui. In realtà non tutti lo erano, ma vuoi un po' perché sottovalutarono la sua arroganza, vuoi un po' perché avevano altro da fare, lasciarono che le decisioni importanti fossero prese da un gruppo di esaltati chi si chiamarono fascisti.
Non serve un dottore per capire che se uno ha un sintomo di una malattia, deve curarsi invece di aspettare un decorso naturale, perché la malattia potrebbe anche ucciderti o lasciarti offeso. Ma gli abitanti del piccolo regno, poiché la loro ingenuità faceva si di credere che potevano avere dei vantaggi a fare i favori a qualche megalomane, lasciarono che i fascisti imponessero le loro regole: la scuola, la religione, il lavoro, le vacanze, lo sport, il cibo e tutto quanto dovevano essere come dicevano loro. E chi non era d'accordo veniva picchiato e arrestato. Anche gli abitanti del piccolo regno che pensavano non fosse giusto, pur di mantenere i loro privilegi e non subire violenza, preferivano assecondare questo modo di fare anche quando dall'alto fu presa la decisione di andare in guerra, ad uccidere e farsi ammazzare solo per il tornaconto dei fascisti e del loro capo.
Ma per fortuna, alcuni abitanti interessati più al bene di tutti che al loro vantaggio personale, decisero di mettersi dalla parte dei cittadini e si chiamarono tra loro Partigiani. Organizzandosi con i soli mezzi a disposizione quali l'onestà e la volontà di vivere in un paese libero e non oppresso da nessuno, sacrificarono la loro vita e la loro giovinezza per tutti noi. Il 25 aprile 1945 i Partigiani, supportati dagli Alleati, cioè gli altri paesi che avevano subito danni e distruzione da parte dei fascisti e il loro duce, misero fine al tragico periodo di morti e rovine dando così il via al processo di liberazione dell'Italia dall'oppressione fascista.
Qualche anno dopo, dalle idee di democrazia e libertà, il piccolo regno si trasformò in una piccola Repubblica da cui è nacque la sua legge fondamentale che è la Costituzione Italiana. E vissero tutti felici e contenti!

Purtroppo cari bambini, questa storia non è finita e non finirà mai, infatti tocca a voi migliorarla e raccontarla anche ai vostri amici, ai fratelli e sorelle e un giorno ai vostri figli e nipoti perché dovete sapere che la storia è sempre destinata a ripersi infatti i 50 milioni di fascisti, dopo la liberazione non scomparirono, ma si autoproclamarono antifascisti e democristiani continuando ad avere tornaconti personali rubando alla povera gente della piccola Repubblica, avvelenandola, depredandola e approfittandosi del lavoro dei cittadini, fino a che ancora altri cittadini decisero di essere dei nuovi partigiani, organizzandosi con i soli mezzi a disposizione quali l'onestà e la volontà di vivere in un paese libero e non oppresso da nessuno. Fu così che i 50 milioni di democristiani diventarono oggi antidemocristiani. Pur restando fascisti, pur restando democristiani.
E oggi, quando in questo giorno del 25 aprile si festeggiano i primi Partigiani, quelli che hanno dato la vita per la nostra libertà, non dobbiamo solo vedere le bandiere rosse o i pugni alzati ed ascoltare le belle canzoni, ma guardare negli occhi chi tiene quella bandiera, chi alza quel pugno e chi canta quella canzone perché è molto probabile che riconosciate persone che nella piccola Repubblica sostengono gli attuali organi di potere che tolgono i diritti ai lavoratori, che tolgono le scuole ai bimbi come voi, che tolgono la salute ai cittadini, che inquinano l'ambiente con il cemento e gli inceneritori, che considerano normale decidere del futuro di tutti senza nemmeno sentire che cosa avete da dire, che giustificano i ladri e i corruttori tanto da riscriverci insieme la nostra legge fondamentale che è la Costituzione Italiana, nata dalle tragiche vicende concluse il 25 aprile 1945.
Nella piccola Repubblica, se non vogliamo più essere oppressi da pochi potenti, dobbiamo poter decidere, partecipare e scegliere chi ci deve rappresentare, ma solo per brevi periodi, perché amministrare dovrà essere compito di tutte le persone, voi compresi come in un'unica grande famiglia. Ma per fare questo dobbiamo essere Partigiani e stare dalla parte dell'onestà, della trasparenza e della libertà, anche se questo vuol dire lottare, non scendere a compromessi con chi sostiene questo tipo di società e rimetterci del nostro.
Solo questi cittadini della piccola Repubblica, potranno definirsi Partigiani e avranno la dignità per poter alzare il pugno, la bandiera rossa e cantare le canzoni partigiane per ricordare con autentico onore chi è morto per la libertà di tutti noi.
Buon 25 Aprile a tutti i bimbi."